Corazones de Mujer, trailer
Regia: K. Kosoof
Sceneggiatura: Davide Sordella, Pablo Benedetti
Attori: Aziz Amehri, Ghizlane Waldi, Medi & Hoja
Produzione: 011Films
Distribuzione: Movimento Film
Paese: Italia 2008
Uscita Cinema: 20/06/2008
Genere: Drammatico
Durata: 85 Min
Trama del film Corazones de Mujer:
C’era una volta il miglior sarto di vestiti arabi della città: si chiamava Shakira e c’era una promessa sposa a cui lui doveva fare il vestito da matrimonio: Zina. Il problema era che Zina aveva già perso la verginità e nel mondo arabo non è permesso. Per tornare a “chilometri zero” saliranno al volante di una vecchia Alfa Romeo Spider, da Torino fino in Marocco e inizieranno il viaggio che le salverà la vita. Per parlare di tematiche tanto scottanti quanto attuali come l’omosessualità, le libertà dell’individuo e di come la verginità e il matrimonio vengano vissuti nel mondo arabo, Sordella e Benedetti scommettono su attori non professionisti e costruiscono questa storia con loro, durante il viaggio, sfruttando i meccanismi di finzione della sceneggiatura che loro stessi hanno scritto. A narrare la vicenda, così profondamente attuale, ci pensano anche le sonorità originali create da Enrico Sabena – e presto edite dalla Warner – tese ad approfondire le personalità dei protagonisti attraverso l’uso di una varietà di stili e di commistioni etniche, intersecando linguaggi antichi con sonorità moderne, per sottolineare l’universalità del dolore, che accomuna ogni popolo della terra. Dopo il precedente Fratelli di Sangue, presentato a Venezia nel 2006, che vantava nel cast la presenza di Fabrizio Gifuni e Barbora Bobulova, il giovane regista Davide Sordella torna al grande schermo con un lavoro realizzato a quattro mani con Pablo Benedetti e prodotto da 011Films. Corazones de Mujer è un insolito road movie che nasce da un incontro tra K. Koosof (Davide Sordella e Pablo Benedetti) e un sarto travestito, sullo sfondo di un locale fumoso della Torino notturna. Il bizzarro racconto, che i due registi hanno ascoltato quella notte, non poteva rimanere segreto: con macchina da presa in spalla – un po’ come si faceva ai tempi del “neorealismo” e del “free cinema” – è iniziata la ricerca del villaggio d’origine del sarto, in un viaggio attraverso l’Italia, la Spagna e il Marocco che si è trasformato presto in un viaggio alla ricerca di se stessi, in cui ognuno, in maniera diversa, si è messo in gioco.